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Il nostro prodotto KUBO.TAC è costruito in materiale plastico ad alta resistenza.
 
Il suo design è studiato per non avere punte acuminate, spigoli vivi o parti taglienti.
 
A differenza di prodotti similari in legno o metallo il nostro prodotto in polimero speciale non può
 
creare schegge taglienti da metallo/leghe metalliche o legno
 

IL KUBOTAN
 
Il termine Kubotan deriva dalla fusione di “kubota" (Sole Kubota ideatore dello strumento) e "baton", ed è un marchio registrato, trae l propria origine dallo Yawara (Giapponese)
 
Il Kubotan fu sviluppato inizialmente come strumento (“da lavoro”) in dotazione alle forze di polizia per trattenere i sospetti senza provocare lesioni permanenti.
 
La sua popolarità ebbe inizio nella metà degli anni '70 quando Soke Kubota lo introdusse nel dipartimento di polizia di Los Angeles ed iniziò ad insegnarne l'utilizzo alle donne poliziotto.
 
Il Kubotan si è infatti dimostrato molto utile nel indurre i soggetti posti in arresto a collaborare sfruttando leve dolorose e punti di pressione.
 
Grazie alla sua diffusione il Kubotan, che l’ha portato ad assumere diverse forme, è ritenuto oggi come un valido  strumento per l’autodifesa.
 
Il Kubotan è quindi, più che uno specifico oggetto (tralasciamo quelli a  marchio registrato)  un concetto, ovvero la possibilità di utilizzare un qualunque oggetto solido e resistente per difendersi e/o contribuire all’azione di controllo di soggetti non collaborativi in ambito di polizia.
 
Nella storia del Kubotan MAI si è parlato di OFFESA ma sempre di DIFESA.
 
Da un punto di vista normativo, sul Kubotan, si è detto molto e le interpretazioni sono diverse, per questo spesso viene “camuffato” da portachiavi, penna o oltro oggetto di uso comune, in questo modo si pensa di poterne facilitare il porto.
 
Nella realtà giuridica Italiana non vi è una specifica norma che regolamenti il porto del Kubotan o di altri oggetti similari (che si presentano essenzialmente come un oggetto cilindrino di piccolo diametro e lunghezza ridotta) e pertanto si deve fare riferimento alla vigente normativa in materia di armi, nel caso specifico la LEGGE 18 APRILE 1975 N.110 che all’articolo 4 cita:
 
“……. non possono essere portati, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente, noccoliere.Senza giustificato motivo, non possono portarsi, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti ad offendere, mazze, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche, nonché qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l'offesa alla persona.”
 
Per strumenti da punta e da taglio atti ad offendere, il R.D. 6 maggio 1940 n. 635 (Regolamento per l'esecuzione del Testo Unico 18 giugno 1931, n. 773 delle Leggi di Pubblica Sicurezza) chiarisce che sono da considerarsi tali i coltelli e le forbici con lama eccedente in lunghezza i quattro centimetri, ed alcuni utensili nonché gli oggetti indicati dall'art. 45, salvo poi stabilire eccezioni.
 
“Per gli effetti dell'art. 30 della legge, sono considerati armi gli strumenti da punta e taglio, la cui destinazione naturale e l'offesa alla persona, come pugnali, stiletti e simili.
 
Non sono considerati armi, per gli effetti dello stesso articolo, gli strumenti da punta e da taglio, che, pur potendo occasionalmente servire all'offesa, hanno una specifica e diversa destinazione, come gli strumenti da lavoro, e quelli destinati ad uso domestico, agricolo, scientifico, sportivo, industriale e simili.”
 
Analizzando quanto contenuto nel testi sopra esposti, il Kubotan evidentemente non rientra tra gli oggetti di cui è esplicitamente vietato il porto, anzi, si può interpretare che possa ssere annoverato tra quelli oggetti non considerati armi, in quanto possiedono una destinazione sportiva avendo un origine e un impiego marziale.
 
Ciò NON esclude però la possibilità che in determinati contesti (di tempo e di luogo) e in caso di impiego ed utilizzo non appropriato, il Kubotan possa essere considerato come arma impropria (come qualunque altro oggetto che non sia giustificato) a tal riguardo la giurisprudenza evidenzia quanto di seguito:
 
Riguardo al "giustificato motivo": chi porta con sé uno di questi oggetti (strumenti da lavoro, quello destinati ad uso domestico….. ), se fermato, dovrà infatti fornire una giustificazione convincente (ad esempio dimostrare che sta andando ad eseguire un lavoro, ovvero che l'oggetto gli è al momento necessario per un'attività legata alla funzione primaria dell'oggetto stesso).
 
Così per esempio un falegname potrà trasportare con sé, all'atto del proprio operato, vari strumenti potenzialmente pericolosi (cacciaviti, sgorbie, martelli e così via) perché essenziali per il lavoro che dovrà svolgere o che ha appena svolto.
 
Ciò premesso va COMUNQUE SPECIFICATO che un utilizzo inappropriato o finalizzato ad offendere (aggredire) non scriminato dalla necessità di difendere se stessi o terzi da un pericolo imminente costituisce REATO ed ai sensi dell’art. 27, co1, Cost. La responsabilità penale è PERSONALE; ciò vuol dire che non è possibile la sostituzione della persona che deve rispondere di un illecito.

laserled di Roberto Risicato - PI: 10354280967 +39 02.36649325 info@redclaw.it



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